Come lavoro con la psicoterapia junghiana e psicologia complessa

immagine che rappresenta la psicologia complessa e la psicoterapia junghiana

Le mie metodologie clinico psicoterapeutiche

Gli studi mi hanno portato a conoscere varie tecniche derivanti dalla Terapia della Gestalt, dall'Analisi Bioenergetica e dall'Analisi junghiana. La conoscenza accademica offre degli strumenti utili per rafforzare il lavoro che in psicoterapia tendo a promuovere. Con una gradualità variabile il lavoro proposto è quello dell'auto-osservazione senza giudizio, al fine di cogliere che cosa accade nel proprio contesto, nella sfera della coscienza e nell'inconscio.

Il lavoro terapeutico in psicoterapia junghiana

La prima fase: osservare il sintomo

In una prima fase di definizione del lavoro terapeutico, i sintomi sono considerati degli utili segnali che ci aiutano a dirigere l'osservazione: quando emergono i sintomi? Da quale emozione sono accompagnati? E cosa portano con se? Pensieri negativi? Sentimenti negativi? Immagini negative o sensazioni sgradevoli? L'osservazione intorno al sintomo è però solo il primissimo passo che ci aiuta ad entrare in un dialogo dove si trovano conflitti esterni (con il mondo, con gli altri) ed interni (tra sé e sé).

L'obiettivo della terapia psicologica junghiana e/o complessa

Fine della terapia della psicologia complessa è quello di promuovere, dapprima la capacità di osservare la tensione tra gli opposti e le emozioni che ci tengono legati a certi atteggiamenti psicologici ed in seguito trasformare questa tensione in un dialogo tra punti di vista e tra esigenze opposte. Il dialogo interiore promuove interezza, dinamicità e maggior serenità.
Le varie tecniche di psicoterapia sono utilizzate per lavorare su quelle parti psichiche contratte, ma il perno del processo terapeutico si basa sul dialogo tra gli opposti che dividono gli esseri umani tra loro e rende l'individuo scisso e sintomatico. Se è presente una diagnosi psichiatrica questa è rispettata, ma tuttavia è ridiscussa in un'ottica complessa, ove i fattori di mantenimento del quadro diagnostico non si limitano alla fisiologia della mente,o all'ambiente esterno, ma viene riscoperta anche la variabilità soggettiva e una parte di responsabilità personale che si può far carico degli obiettivi terapeutici.